Vaccini obbligatori, l’amministrazione: Scelta lungimirante

Mercoledì, 23 Novembre 2016

(Rimini) “E’ di civiltà, responsabilità e lungimiranza la scelta della Regione Emilia Romagna che proprio ieri ha varato la legge che rende obbligatoria per poter frequentare gli asili nido dell'Emilia-Romagna la vaccinazione dei bambini contro la poliomelite, la difterite, il tetano e l'epatite B”. Lo dichiara l’amministrazione comunale riminese a seguito dell’approvazione ieri della riforma regionale in fatto di servizi educativi 0-3 anni. La legge ha inserito al suo interno la clausola che impone ai bimbi di essere vaccinati per accedere ai servizi.
“Riteniamo che la tutela sanitaria di tutti i bambini sia un valore da difendere anche con scelte obbligatorie, che i fatti rendono indifferibili. Perché con la salute non si scherza e ancor meno se a pagare scelte incoscienti e francamente incomprensibili siano altri bambini senza colpa. Si pensi ai bimbi immunodepressi, la cui unica possibilità di frequentare la collettività, a partire dal diritto allo studio, è che tutti gli altri siano vaccinati. In questo senso si afferma un principio non negoziabile, che non va frainteso - come tenta irresponsabilmente di fare qualcuno - a posizione politica ma che finalmente mette solo al centro la salute dei cittadini”.
L’amministrazione ricorda come i dati siano “estremamente preoccupanti e vedono l'area riminese non solo all'ultimo posto tra le province della regione per percentuale di bimbi vaccinati, ma soprattutto perché, con l'87,5% nel 2015, siamo colpevolmente al di sotto da quella percentuale del 95% che l' Organizzazione mondiale della sanità (Oms) indica come soglia indispensabile per garantire la migliore protezione a tutta la popolazione”.
Per l’amministrazione “è importante proteggere tutti i bambini che proprio perché frequentano luoghi di socialità come i nidi corrono in generale rischi maggiori di contrarre malattie infettive a causa della maggior circolazione di virus e batteri”.
Ci sarà tempo fino a maggio – giugno del prossimo anno per consentire ai genitori dei bimbi non ancora vaccinati di aver il tempo necessario per rispettare le nuove disposizioni. “Un lasso di tempo che riteniamo giusto, così come riteniamo giusto essere rigorosi – come lo saremo - nel verificare, prima di accettare la domanda di iscrizione, la presenza del certificato di avvenuta vaccinazione che costituirà requisito necessario e inderogabile di accesso ai servizi educativi e ricreativi pubblici e privati. Le norme attuative della Regione saranno indispensabili anche per valutare la situazione dei bambini non vaccinati che già frequentano strutture per l'infanzia comunali: vedremo l'orientamento generale ma appare evidente che non si possa togliere il diritto a chi già frequenta il nido”.
Parallelamente “proseguiremo già dai primi mesi del prossimo anno, insieme agli altri soggetti operanti non solo nei nidi ma più in generale nella scuola, nell'opera di conoscenza e sensibilizzazione sul tema delle vaccinazioni, convinti che anche col confronto e il dialogo si possano superare posizioni che riteniamo fortemente sbagliate”.