San Guadenzo, Requiem di Mozart in cattedrale

Lunedì, 10 Ottobre 2016

(Rimini) Sarà il Requiem di Mozart, uno dei massimi capolavori della storia dell’arte musicale cristiana, a celebrare il momento culmine della solennità di San Gaudenzo patrono della città e della diocesi. Il concerto sarà eseguito sabato 15 ottobre alle ore 21 nella basilica cattedrale da circa 120 musicisti, tra 35 strumentisti  dell’orchestra dell’istituto Lettimi e 75 del coro della Cappella Musicale Malatestiana, tutti diretti dal maestro Filippo Maria Caramazza. I quattro solisti saranno il soprano Isabella Orazietti, il contralto Sara Rocchi, il tenore Marco Mustaro e il basso Lee Shuxin. Durante l’esecuzione, nell’abside  sopra il Crocefisso di Giotto, verranno proiettate immagini di Pier Paolo Zani a cura di Kaleidon. La scelta del Requiem si inserisce felicemente nell’anno straordinario del Giubileo sulla Misericordia, visto che Mozart, autore supremamente cristiano, nel Requiem ha voluto rappresentare tutto il male dell’uomo,  il rifiuto e il peccato del mondo (e il suo stesso rifiuto e peccato) nei confronti di Dio tuttavia dentro “il riverbero della Misericordia di Dio”. Dagli scritti di Costanze, la moglie di Mozart, sappiamo che Mozart ebbe l’incarico di scrivere il Requiem da un misterioso committente (che volle restare anonimo) e che suo si buttò subito a capofitto a scrivere questo lavoro. Il 4 aprile 1787 lo stesso Mozart scrisse: “Siccome la morte, presa per sé è il vero scopo della vita, da un paio d’anni ho fatto tale conoscenza con questa vera ed ottima amica dell’uomo che la sua immagine non ha più nulla di spaventoso per me, ma qualcosa di tranquillizzante e di consolante… Non mi corico mai la sera senza considerare che io, per quanto giovane, il giorno dopo non ci sarò più, e nessuno di quelli che mi conoscono potrà dire che in compagnia sono scontroso e triste”. Fu vero profeta, visto che nemmeno quattro anni dopo l’autore salisburghese muore all’età di 35 anni, proprio mentre compone la musica del Requiem che forse lui stesso pensava per il suo funerale.