Economia, distretti produttivi: crescono moda e macchine per il legno

Mercoledì, 05 Ottobre 2016

(Rimini) In accelerazione l’export dei distretti dell’Emilia Romagna nel secondo trimestre del 2016, dopo la partenza poco decisa dei primi mesi dell’anno: le esportazioni hanno, infatti, evidenziato una crescita elevata del 6,6%, un ritmo che ha portato i livelli su valori superiori ai 3 miliardi di euro, nuovo massimo storico, rendendo l’Emilia Romagna la prima regione italiana per l’export in questo trimestre. Molto positivo anche il dato complessivo del primo semestre che vede l’export dei distretti della regione in crescita del 3,5%.
Sono questi i principali dati che emergono dal Monitor dei distretti industriali dell’Emilia Romagna curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.
“A trainare la performance regionale dopo cinque trimestri consecutivi negativi - commenta Luca Severini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo – sono finalmente i mercati emergenti (+11,4%) e, in particolare, l’aumento dell’export in Russia, Repubblica Ceca e Romania. Si conferma, anche nel secondo trimestre 2016, la dinamica positiva per le esportazioni verso i mercati maturi (+4,4%), trainata dalle buone performance in Germania, Francia e Stati Uniti.”
Chiudono positivamente 15 distretti su 19; emerge, dunque, una situazione quasi totalmente favorevole. Nella meccanica, ottime performance delle macchine per l’imballaggio di Bologna (+12,8%) trainate dalle vendite in Russia e in Repubblica Ceca, delle macchine utensili di Piacenza (+9,4%), delle macchine per il legno di Rimini (+8,5%), della food machinery di Parma (+6,7%) e dei ciclomotori di Bologna (+2,9%).Segnali negativi vengono dal distretto delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-2,3%) che soffre in particolare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, e delle macchine per l’industria ceramica di Modena e Reggio Emilia (-16,5% secondo i dati ACIMAC).
Migliora anche il quadro per il settore alimentare. In forte crescita il lattiero-caseario di Reggio Emilia(+14,1%), l’ortofrutta romagnola (+13,8%) e il lattiero-caseario parmense (+16%). Lievemente positivi l’alimentare di Parma (+1,1%), i salumi del modenese (+1,1%) e i salumi di Parma (+1,9%). Continua, invece, la dinamica negativa per i salumi di Reggio Emilia.
Tutti i distretti del sistema moda della Regione mostrano segnali di ripresa: spicca, in particolare, l’abbigliamento di Rimini (+17%) grazie alle vendite in Russia, Polonia e Stati Uniti. In lieve crescita lamaglieria e abbigliamento di Carpi (+1,7%) e le calzature di San Mauro Pascoli (+5,2%).
Segnali contrastanti vengono dal sistema casa, con il principale distretto della regione, quello dellepiastrelle di Sassuolo, in crescita dell’8% grazie all’export in Giappone, Cina e Germania, mentre sono in calo, da tre trimestri consecutivi, i mobili imbottiti di Forlì (-6,1%) a causa della riduzione delle vendite in Francia e Cina.
Performance molto positive hanno caratterizzato i poli tecnologici della regione che hanno chiuso il secondo trimestre con una crescita delle esportazioni contrariamente alla dinamica nazionale (+4,1% versus -5,7%), trainati dal polo ICT di Bologna e Modena (+10,4%); bene anche il polo Biomedicale di Bologna(+7,1%), mentre ha mostrato segnali di rallentamento il polo biomedicale di Mirandola (-3,3%).
Lo scenario sul mercato del lavoro, analizzato attraverso i dati di Cassa Integrazione Guadagni, resta complesso. Nei primi 8 mesi del 2016 il ricorso alle ore di CIG delle imprese dei distretti regionali ha evidenziato un aumento del 29,1%, portando il monte ore a 9,6 milioni, su livelli che rimangono storicamente elevati. Tale trend è il risultato di un aumento generalizzato della richiesta di ore di CIG e in particolare di quella straordinaria, che sottende fenomeni di crisi strutturali.