Asili ai privati, la Uil porta il comune in tribunale: altri comuni a rischio

Giovedì, 18 Maggio 2017

(Rimini) “Ci siamo battuti contro la delibera del Comune di Rimini che ha iniziato il processo di esternalizzazione dei servizi educativi della prima e seconda infanzia, arrivando da soli ad una denuncia per atteggiamento antisindacale davanti al tribunale di Rimini”. Così Giuseppina Morolli della Uil di Rimini, sul processo partito quest’anno che porterà all’esternalizzazione del 40% dei servizi educativi comunali.
“Questa vicenda ci preoccupa e non poco, perché la scelta sbagliata del Comune di Rimini potrebbe essere imitata anche da altre realtà del nostro territorio, iniziando così un declino pericolosissimo per la qualità del servizio educativo e scolastico della nostra Provincia”.
Per questo “avevamo salutato con piacere la scelta, da anni operante, in alcuni Comuni, come quello di Riccione, che negli ultimi anni ha sempre confermato la priorità per una gestione diretta e quindi pubblica di questi servizi, assumendo a tempo indeterminato il personale precario (scelta che invece il Comune di Rimini non ha fatto), quindi riconfermando e preservando le nostre scuole, fiore all’occhiello delle nostre comunità”.
L’Emilia Romagna si è negli anni caratterizzata “per essere all’avanguardia per quantità e qualità dell’offerta scolastica 0/6 anni”, ma “oggi purtroppo c’è un’inversione di tendenza nel Comune capoluogo, sembra che ci sia negli amministratori la convinzione che l’investimento in questi servizi non paghi più; niente di più sbagliato”.
Una società civile “si misura sulla qualità dei propri servizi, abbandonare il servizio scolastico 0-6 in mani quasi esclusivamente private toglie l’interesse generale e lo sostituisce con la ricerca del profitto che è legittimo per i privati ma che non può essere l’obiettivo primario delle nostre istituzioni”.
La “qualità elevatissima” del servizio scolastico pubblico è il “frutto dell’impegno, del lavoro quotidiano degli operatori, degli educatori, degli insegnanti e degli ausiliari e noi non permetteremo che per un presunto risparmio economico, e sottolineiamo presunto, si butti a mare questo patrimonio di professionalità costruito in decenni di impegno professionale dei lavoratori del settore da Bellaria a Cattolica”.