Scrivi qui la tua mail
e premi Invio per ricevere gratuitamente ogni mattina la nostra rassegna stampa

Nuova legge sul turismo, il nodo resta il ruolo dei privati

Mercoledì, 27 Gennaio 2016

Nuova legge sul turismo, il nodo resta il ruolo dei privati

Entro marzo – così è stato detto – l’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna dovrebbe approvare il disegno di legge sul turismo, che riforma e manda in archivio la legge n.7 voluta dall’ex governatore Vasco Errani.

La riforma – il cui testo definitivo, ancora da approvare  è stato reso noto nei giorni scorsi – non ha avuto, almeno nell’ambito della provincia di Rimini, una grande attenzione. Associazioni di categoria, club di prodotto, amministrazioni, singoli imprenditori: tutti questi soggetti, direttamente interessati alla legge, non hanno detto una parola per far sapere come la pensano. Forse hanno espresso il loro parere in fase istruttoria ma non pubblicamente. Sembra che tutti siano disillusi, che nessuno si aspetti chissà quale svolta dall’intervento del legislatore regionale. Solo la Fiavet, per bocca del suo presidente provinciale Giovannino Montanari, è uscita oggi con una nota per salutare positivamente l’evento e per avvertire che “il nodo fondamentale, il nodo da sciogliere sarà quello relativo al rapporto concreto fra la dimensione pubblica e quella privata”. Montanari afferma che “resta intatta l'esigenza di chiarire quali saranno le forme di consultazione e di concertazione, nei dettagli... se si vogliono conquistare, definitivamente, trasparenza e correttezza”.

 

Il presidente della Fiavet è consapevole che la legge disegna solo un quadro generale che dovrà essere riempito da decreti e dai regolamenti attuativi. Saranno questi, e la pratica effettiva messa in atto dalle autorità regionali, a dirci se passeranno in archivio certe discutibili forme di finanziamento a progetti spesso riprodotti in fotocopia anno dopo anno, quanto saranno seri e selettivi i criteri di valutazione che saranno adottati per valutare i progetti dei privati, se finalmente si faranno reali controlli sulla redemption basati non solo sulle dichiarazioni di chi ha ricevuto i soldi, se si porrà fine ad un sistema consociativo che faceva arrivare i finanziamenti ed eliminava magicamente ogni forma non solo di contrasto ma addirittura di virtuosa dialettica fra ente pubblico ed operatori privati.

 

La proposta di legge decreta la fine delle Unioni di prodotto, dove enti locali e privati gestivano insieme le iniziative di promo-commercializzazione, spartendosi anche le poltrone che contano, presidente e coordinatore. Ce ne erano quattro: costa, arte, appennino e terme. Al loro posto nascono le Destinazioni turistiche, e già il nome fa capire che dopo anni di chiusura sul dogma del prodotto, ci si apre all’esigenza di promozione delle peculiarità dei singoli territori. Per evitare tentazioni campanilistiche, le Destinazioni turistiche dovranno coincidere almeno con un’area vasta. Per arrivare subito al concreto, nascerà una destinazione turistica Romagna alla quale, insieme alle province romagnole, sarà aggregata anche la provincia di Ferrara. Le Destinazioni sono enti pubblici strumentali della Regione, governate da un consiglio d’amministrazione (senza gettone) e da un direttore che ne ha la rappresentanza legale. E i privati? I privati possono essere chiamati a far parte della cabina di regia dove si concertano le azioni di promo-commercializzazione. Si può osservare che dal punto di vista linguistico la legge non brilla molto di fantasia. Ha preso le espressioni che nei dibattito corrente si sono usate negli ultimi anni (destinazione, cabina di regia, per indicare un soggetto di coordinamento) e le ha trasformate in istituti legislativi. Ma questa è solo una curiosità. Le Destinazioni hanno il compito di programmare le azioni per il mercato italiano, mentre all’Apt resta il compito di promuovere l’offerta turistica regionale sui mercati esteri. All’Apt viene demandato anche il compito di coordinare le azioni sui prodotti turistici trasversali, cioè che interessano tutte le destinazioni. E questi sono appennino e verde, terme, congressi ed eventi, motor valley, food valley e wellness valley (i tre prodotti del progetto Via Emilia).

 

La proposta di legge prevede anche i canali di finanziamento, cioè il modo in cui viene spartita la torta delle risorse a disposizione. I soldi vanno all’Apt per i progetti internazionali, alle Destinazioni turistiche per la promozione sul mercato italiano, alle imprese, singole e associate, per i loro progetti di commercializzazione. La legge non parla di percentuali, non specifica la quota di partecipazione al finanziamento delle iniziative private, non dice in base a quali criteri saranno preferite alcune proposte rispetto ad altre. È invece su questi punti che si vedrà quanto innovativa sarà la nuova legge rispetto al recente passato. In recenti dichiarazioni l’assessore regionale al turismo, Andrea Corsini, ha detto che la Regione potrebbe premiare con un co-finanziamento su base triennale (e non annuale come accade adesso) quei club di prodotto che si strutturano in modo stabile come una rete di imprese.

turismo-rimini


Le vostre foto

Rimini by @lisaram, foto vincitrice del 15 febbraio

#bgRimini

Le nostre città con gli occhi di chi le vive. Voi scattate e taggate, noi pubblichiamo. Tutto alla maniera di Instagram