Obama non fa più canestro. Monti è il vero diavolo della politica

Giovedì, 29 Marzo 2012

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Obama non fa più canestro. Monti è il vero diavolo della politica


Cosa hanno in comune Andreotti, Monti, la Cina, Obama e il basket universitario americano? Semplice. Unendo i puntini si ottiene la nitida fotografia politica dell’Italia e quella sfuocata degli Stati Uniti.

Si parte dalla celebre frase del Divo Giulio “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia” rispolverata proprio dall’attuale premier per capire la traiettoria del governo italiano. Monti non intende né tirare a campare e né tanto meno tirare le cuoia. Così da abile stratega minaccia di andarsene se non passano le riforme strutturali che servono al Paese, a cominciare da quella sul lavoro. Del resto la sua è una posizione forte: ha creato un asse con il governatore della Bce, Mario Draghi, che ha consentito iniezioni record di liquidità nel sistema italiano, ha calmierato gli umori della Merkel e ha incassato un sostegno finanziario anche dalla Cina. Nel corso di un incontro bilaterale con Monti il presidente cinese, Hu Jintau, ha detto che incoraggerà gli investimenti sia pubblici che privati in Italia, esprimendo “grande apprezzamento” per le misure prese dal nostro governo. Sul fronte interno, fa bene Monti ad alzare la posta.

Senza di lui le riforme non si farebbero e a quel punto le tensioni internazionali potrebbero nuovamente colpire l’Italia. Uno tsunami che ricadrebbe sulla già vessata classa politica italiana che al momento non avrebbe una soluzione alternativa. L’Udc ha già confezionato questo miracolo italiano, il Pdl ha meno voglia di vincere dell’Inter, il Pd ha tante voci quante quelle nelle buste paga degli italiani, la Lega criticherebbe anche un governo guidato da Alberto da Giussano mentre Idv e Sel navigano a vista. Non solo.

Qualcuno ipotizza crisi di governo ed elezioni a ottobre dimenticando un piccolo particolare: se voi foste un parlamentare dell’ultima legislatura che permette il vitalizio, fareste cadere un governo a due mesi dall’agognato traguardo? Senza contare il fatto che i peones, a destra come a sinistra, non hanno certo uno scenario politico chiaro davanti. E qui non c’è Fornero che tenga. Nei corridoi di Montecitorio si vocifera che Monti arriverà sicuramente fino a fine legislatura e crescono ogni giorno le sue probabilità di andare anche oltre.

Altro che crisi di governo. Chi andrebbe a ricucire con Germania, Bce, Cina e Stati Uniti? Quale maggioranza alternativa potrebbe nascere in Parlamento o dopo un ipotetico voto anticipato? Monti ha anche schivato, involontariamente, i complimenti del presidente americano Barack Obama. Sì perché c’è Fabrizio Cicchitto al telefono e Super Mario deve sacrificare l'intervento di Barack Obama al summit sulla sicurezza nucleare a causa delle tensioni nella maggioranza che finiscono per inseguirlo anche in Corea del Sud.


Il capo della Casa Bianca loda i suoi “piccoli passi concreti” proprio quando il Professore è al telefono. “I tempi della telefonata - fa sapere Cicchitto in una intervista al Corriere - li hanno scelti loro, io non ho interrotto nulla. Mi preoccupo per la tenuta della baracca”. Già. Perché tanto sulla tenuta di Barack sono in pochi a scommetterci.

E forse scaramanticamente a Monti è andata bene così. Il presidente Usa sembra aver perso il suo tocco magico. Anzi, tutto quello che tocca diventa un guaio. E’ capitato con un microfono, lasciato aperto mentre conversava con il presidente russo Medvedev. Senza contare la questione sanitaria.

Ma soprattutto è capitato sul terreno preferito di Obama: il basket. Nel 2009 aveva indovinato il pronostico sulla squadra vincitrice del torneo Ncaa di pallacanestro. “North Corolina” – aveva sentenziato l’allora magico Obama. E North Carolina puntualmente vinse. “In finale quest’anno vinceranno ancora i Tar Heels di North Carolina” ha profetizzato ancora Obama che voleva riscattarsi da due anni deludenti: nel 2010 e nel 2011, infatti, ha puntato su Kansas. In entrambe le stagioni, però, i Jayhawks sono stati eliminati prima di arrivare all’appuntamento decisivo. Ironia della sorte proprio Kansas pochi giorni fa ha giustiziato North Carolina e rischiano di vincere quest’anno senza il via libera presidenziale. Insomma, se dovesse perdere le prossime elezioni alla Casa Bianca difficilmente potrebbe riciclarsi come commentatore sportivo nel 2013.

Dunque, ha fatto bene Monti a dribblare, involontariamente, i complimenti di Obama. Meglio cercar fortuna presso l’ambasciata d'Italia con l’allenatore Alberto Zaccheroni, ex di Juve, Milan e Udinese, ora sulla panchina dei Blue Samurai, la nazionale nipponica di calcio. “In fondo sono anche io un commissario tecnico”, ha detto il premier al ct del Giappone, dopo un caloroso saluto, puntando sul carattere tecnico del suo incarico e del suo esecutivo. “Ho letto che lei in passato era un appassionato di calcio”, ha ribattuto Zaccheroni. “Certo - ha replicato il premier - in un passato un po' lontano, ero milanista”. Diavolo di un Monti. C’era da scommetterci. Senza nemmeno bisogno di chiedere il pronostico a Obama.


Alessandro Usai


Ultima modifica il Venerdì, 30 Marzo 2012 17:36