L’imu sull’ombra e la “repubblica dei fichi d’India”: Mussoni a Radio24

Giovedì, 08 Novembre 2018

(Rimini) La notizia dei bagnini invitato dall’Agenzia delle entrate di Rimini, unico caso in tutta Italia, a versare l’imu per gli ombrelloni è approdata questa mattina a Radio 24, con intervista al presidente di Oasi Confartigianato, Giorno Mussoni, imprenditore balneare e soprattutto riminese (qui si può ascoltare la trasmissione o scaricare il podcast). “L’Agenzia delle entrate del territorio riminese - ha spiegato in collegamento telefonici Mussoni ai giornalisti in studio, Alessandro Milan e Oscar Giannino - contrariamente a tutte altre Agenzie del territorio nazionale, fa degli accertamenti sulle denunce dei valori degli immobili applicando una sorta di maggiorazione ricavata da una fantomatica area destinata ad ombreggio”.

Ogni ombrellone vale, per l’agenzia riminese, 35 euro di imu, calcolando un ingombro di 10 metri quadri. L’idea che sembra stare alla base del singolare provvedimento è che si tratti non solo di semplice occupazione di suolo pubblico, ma piuttosto che ci si trovi di fronte a bene strumentale alla produzione del servizio, ovvero al reddito che viene prodotto. “Le interpretazioni delle Agenzie della repubblica dei fichi d’India”, si lascia sfuggire un simpatico commento Mussoni, il quale, tra l’altro annuncia in merito alle richieste di pagamenti: “Tutti
faranno ricorso. Le impugnamo tutte quante”. Ma precisa anche: “Noi non vogliamo pagare di meno. Se avessero dato una valutazione maggiore agli immobili avrebbero raggiunto lo stesso risultato”. Qui per di più “si tratta del catasto edilizio urbano - fa notare Mussoni - e io credo che un ombrellone o una tenda, una qualsiasi altra cosa, che possiamo trovare anche in altri luoghi, come anche attorno alle case”. Non “si può pensare - spiega Mussoni - che possa essere quello a dare il valore all’immobile. Perché oggi c’è, domani chissà. Gli ombrelloni qualche giorno sono aperti, qualche altro sono chiusi, in inverno non sono neanche piantati. La verità è solo una: è che qui si cerca di mettere in piedi un sistema che non ha riscontro a livello nazionale. In Italia chi cerca la ratio non la troverà mai. Io vivo in Italia da sempre e mi sono reso conto già da tempo che tutto dipende da chi hai di fronte”. Fatto che sembra possa influire in questo caso fino a modificare i criteri di applicazione di una legge.

Mussoni, infine, chiede anche l’intervento del Ministero. “La questione è che poi, però, ci si ritrova di fronte a centinaia e centinaia di ricorsi, che costano montagne di soldi, a volte con commissioni che giudicano anche superficialmente, soprattutto a certi livelli. Tutto ciò spesso dissuade il contribuente, che si arrende e paga”. Non solo, con centinaia di ricorsi “andiamo anche ad intasare quello che è il sistema. Per questo dico che anche il Ministero dovrebbe guardare la situazione e intervenire per cercare di evitare un contenzioso di questa portata”.