IEG, quotazione in Borsa: cambio di scenario dopo due mesi

Mercoledì, 17 Ottobre 2018

Se dopo appena due mesi l’iter per la quotazione in Borsa di IEG torna in consiglio comunale con modifiche che potevano tranquillamente essere previste, significa che non si avevano le idee chiare. È una constatazione che preoccupa, vista l’importanza degli interessi in gioco. Per primo Cristiano Mauri, e poi a seguire altri esponenti della minoranza, hanno espresso questa perplessità di fronte al fatto che nel giro di sessanta giorni si cambino le carte in tavola. Una questione come la quotazione in Borsa non era stata sufficientemente ponderata dagli uffici? L’assessore Gian Luca Brasini ha risposto che la quotazione in Borsa non è una pratica che si istruisce tutti i giorni, quindi meglio due passaggi che uno solo se ciò serve a migliorare il progetto.

Cosa è dunque cambiato? Le modifiche non sono marginali. La quotazione sarà effettuata prioritariamente nel segmento ordinario e, solo se possibile, in quello Star (ad agosto era invece stato indicato il solo segmento Star). Se due mesi fa le operazioni dovevano concludersi entro il 31 dicembre 2018, adesso si è stabilito che il termine scadrà il 30 giugno 2019; quindi se a novembre non ci dovessero essere le condizioni ottimali, si proverà a primavera. Era stato deliberato che dall’operazione dovessero scaturire circa 18 milioni, la cui maggior parte destinata ad estinguere il mutuo con Unicredit per il Palazzo dei Congressi. Ora invece si è stabilito che dalla quotazione devono arrivare almeno 18 milioni. È stato anche precisato che l’estinzione anticipata del mutuo dovrà riguardare almeno la somma di 15 milioni e che di conseguenza bisognerà ridurre di 6,5 milioni le azioni date in pegno ad Unicredit.

Si darà la possibilità ai dipendenti di acquistare azioni ma solo per un ammontare complessivo di 100 mila euro: il consigliere Renzi ha chiesto il perché di questo limite ma non ha avuto risposta.

È stata introdotta la clausola cosiddetta green shoes, cioè la possibilità di collocare sul mercato un ulteriore 10 per cento di azioni al fine di stabilizzare la quotazione nei primi trenta giorni. Sempre al fine di stabilizzare la quotazione, è stata autorizzata IEG ad acquistare azioni proprie.

Saranno stipulati due distinti patti di sindacato fra Rimini Congressi, detentrice del pacchetto di controllo, e  Vicenza e con la Regione Emilia Romagna per poter sempre nominare un membro in consiglio d’amministrazione.

Se prima era stato indicato una forchetta precisa entro cui stabilire il valore di ogni singola azione, ora è stato invece deciso che il valore sarà individuato dall’advisor in prossimità del collocamento: questo per non indurre gli investitori a offrire il prezzo inferiore.

Aumentano i costi dell’operazione, che per Rimini Congressi lievitano fino a 1,5 milioni.

Poiché la quotazione in Borsa dovrà servire a IEG per aver risorse a sostegno del proprio piano di investimenti, è stato deciso che l’aumento di capitale non sarà di 45 milioni bensì arriverà fino a 55 milioni. Nel testo della delibera, si ripete spesso che tutte le modifiche sono volte a salvaguardare l’interesse pubblico. Significa che prima non era stato adeguatamente valutato?

Nonostante l’enormità degli interessi in gioco, il dibattito non ha offerto spunti originali. Sono intervenuti solo i consiglieri di minoranza, mentre la maggioranza, con disappunto ripetuto di Gennaro Mauro, ha osservato un rigoroso silenzio. Gli interventi hanno sottolineato aspetti non chiari, la mancanza di adeguata informazione, oppure argomenti non a tema come le bordate di Renzi contro gli oppositori dell’attuale governo. Il consigliere Camporesi, che in precedenza aveva reiterato una sua interrogazione sul bilancio della Società del Palazzo, ha motivato il suo voto contrario dal fatto che i bilanci di IEG possono essere falsati dal fatto che il valore del Palazzo dei Congressi non è valutato secondo le norme di legge.

Alla fine, diciotto voti a favore, sette contrari, tre astenuti.