Scuola a corto di personale, i sindacati: partenza in salita

Martedì, 18 Settembre 2018

(Rimini) Ieri oltre 45mila studenti della provincia di Rimini sono tornati sui banchi di scuola, facendo registrare una lieve flessione della popolazione scolastica nella primaria. “Ma se vi è certezza sui numeri degli alunni non è così per il personale docente e ata”, denuciano i sindacati. “Nonostante l’intenso lavoro dell’Ufficio scolastico territoriale - spiegano - già nei mesi di luglio e agosto, sono moltissimi i posti ancora scoperti al termine delle operazioni per l’immissione in ruolo a causa dell’esaurimento delle graduatorie e del mancato decollo delle procedure concorsuali tanto attese. Risultato: nella provincia di Rimini mancano 63 collaboratori scolastici e oltre 30 assistenti amministrativi. Diciassette posti da direttore amministrativo sono stati coperti, in via provvisoria, dal personale, già in forza nelle segreterie, che ha accettato di ricoprire un incarico impegnativo e di responsabilità e, come è noto, ancora più critico il dato che riguarda i dirigenti scolastici: 17 scuole su 39 sono in reggenza”.
Non va meglio sul fronte dei docenti, “tante le cattedre ancora vacanti, ma il dato più allarmante si registra sul sostegno: tra infanzia e primaria sono oltre 120 i posti disponibili che andranno assegnati ad incarichi annuali. Un altro anno di supplenze dunque, che impedisce la garanzia della continuità didattica in un segmento particolarmente delicato come quello delle alunne e degli alunni con disabilità certificata”.
Per i sindacati, “purtroppo occorre ancora una volta constatare che questa situazione è il frutto di scelte politiche che non tengono conto della realtà e dei tempi della scuola, prive di una programmazione pluriennale e spesso con procedure del tutto disallineate con le esigenze di funzionamento delle istituzioni scolastiche. Così, quest’anno, oltre ai problemi sul reclutamento si sono aggiunti quelli relativi al ritardo di pubblicazione delle graduatorie, legate alle scadenze stabilite dal Ministero, aggiungendo elementi di incertezza e confusione sulle procedure di nomina. Insomma un’altra partenza in salita”.