Scuola, Gnassi e Morolli in visita nelle classi

Lunedì, 17 Settembre 2018

(Rimini) Questa mattina il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, accompagnato dall'assessore ai servizi educativi Mattia Morolli, ha visitato e incontrato studenti, docenti e personale educativo dell'asilo nido Do Re Mi di via Euterpe, della scuola per l'infanzia la Rondine in via Pagliarani (Ina casa), della scuola elementare Primo maggio e della media Marvelli in via Covignano. Gli alunni riminesi che oggi hanno iniziato le scuole sono complessivamente 22.792; 8.857 nelle scuole superiori, 3.652 alle medie, 3.405 alle materne (comprese statali e paritarie) e 1.045 ai nidi.
"Vi auguro un anno di buona scuola e di belle parole", così il Sindaco Gnassi ha voluto salutare gli studenti della scuola media Alberto Marvelli. "Le parole non sono solo un suono ma hanno un senso, un significato, che è sempre bene conoscere e ricordare. L'invito è di fermarvi ogni tanto a riflettere su quel flusso continuo di parole che ogni giorno vanno e vengono sui vostri telefonini. Ci sono parole buone, che fanno crescere, e parole cattive, che dividono e fanno male, come quelle che usano i bulli per attaccare chi sentono diverso da loro. Bisogna saperle distinguere, le parole sono importanti, possono ferire o aiutare, far sorridere o piangere. Ad esempio, la cartina che avete appeso in aula mostra l'Italia e l'Europa mentre, sulla parete opposta ci sono i monumenti di Rimini. Ecco Rimini ed Europa sono due parole buone, che dobbiamo avere a cuore. Oggi qualcuno di importante vuole dividere l'Europa usando parole forti, costruendo nemici. Non molto tempo fa, i vostri nonni ve lo possono raccontare, da parole sempre più dure e cattive si è poi arrivati alle bombe e alla guerra. Il consiglio che vi do per quest'anno è di fermarvi e di stilare una lista di parole belle. Vi aspetto a fine anno in Comune, per leggerle e commentarle insieme. La prima parola bella che inserisco io è "spalancare", che è anche un invito ad aprirvi agli altri, alle culture e alle lingue diverse, ma partendo dai vostri vicini di banco, dai vostri amici e dai vostri compagni di classe".