Franchini (5 Stelle): onesta e competente, sono l'unica novità

Lunedì, 12 Febbraio 2018

Onestà e competenza. Carla Franchini, candidata al senato per il Movimento 5 Stelle, ci tiene a sottolineare che in lei trova sintesi il binomio che, agli occhi di molti, i grillini proprio non riescono a tenere insieme. Gridano “Onestà, onestà”, ma spesso non hanno lo straccio di un mestiere e, messi alla prova, vincono il festival dell’incompetenza. Lei, 48 anni, 22 dei quali trascorsi a fare il funzionario pubblico (adesso a Coriano), mette sul piatto della bilancia i suoi tomi sul procedimento amministrativo, le docenze realizzate a destra e a manca, le partecipazioni a questo o quel congresso specialistico. Il messaggio che manda è chiaro: con me, rassegnatevi, la critica dell’incompetenza non regge.

Alle elezioni amministrative del 2011 è stata la prima degli eletti, ed anche l’unica a restare fino alla fine. Prese 155 voti di preferenza, Giulia Sarti (che poi si è fatta un mandato alla Camera e ora è ricandidata), solo 124, Raffaella Sensoli, solo 48 ed ora è felicemente consigliere regionale, Marco Affronte, felicemente parlamentare europeo (fuoriuscito) solo 71. Se gli elettori veri l’avevano premiata nel 2011, i click della piattaforma Rousseau l’hanno promossa per il rotto della cuffia, solo 83 preferenze, che le sono valsa la candidatura nel collegio uninominale del Senato dove la certezza di essere eletti non c’è. Con una che si è spesa cinque anni a tenere alta la bandiera dei 5 Stelle in consiglio comunale, il Movimento poteva essere più generoso.

Lei, Carla Franchini, ovviamente non condivide questa sommaria ricostruzione. Spiega che il sistema di votazione per il Senato, dopo c’erano 195 candidati, era complicato, non comparivano foto e curriculum, ma uno dove fare una ricerca in base a età, nome e professione. Sostiene che non avendo fatto alcuna pubblicità, l’ha votata solo chi l’ha cercata e quindi si tratta di voti in qualche modo più pesanti. Aggiunge che il meccanismo delle liste con alternanza uomo/donna consentiva, di fatto, che lei potesse aspirare solo al collegio uninominale.

E dire che si era anche tenuta fuori dalla bagarre che nel 2016 ha impedito che fosse certificata una lista riminese con il simbolo pentastellato. Anzi, per la prima volta ne rivela le ragioni: “Nel 2014 avevo avuto una visita della Guardia di Finanza su esposto di alcuni consiglieri comunali del Pd di Coriano. Ne era nato un procedimento penale dal quale sono uscita perfettamente pulita nel giugno 2016”. Un atto di autotutela preventiva. Aggiunge: “Sono molto contenta che il Movimento abbia cambiato le regole sugli indagati. Si è capito che in quel modo ci si esponeva ai colpi di chi se ne approfittava per far fuori gli esponenti migliori del Movimento”. Una grillina che ammette che ci possa essere un uso politico della giustizia è come il famoso uomo che morde il cane. Una notizia, e come tale la registriamo.

Fatto è che il Movimento nel suo caso non ha premiato la militanza e la competenza con un seggio sicuro. L’hanno chiamata a correre per la gloria. “No, no, mi piace correre per vincere, non per partecipare. Il collegio è in una zona dove il Pd ha sempre avuto risultati molto inferiori rispetto alla media nazionale, quindi la partita è assolutamente aperta, considerato poi che i sondaggi danno quel partito in caduta libera. E non credo nemmeno ad una clamorosa rimonta del centro destra, che da noi è sceso ai minimi storici”.

Ecco allora la domanda facile facile per una candidata: perché gli elettori la dovrebbero votare? “Perché sono l’unica novità nel panorama politico locale, perché sono l’esponente di un movimento che mantiene le promesse che fa”. La solita tiritera sull’onestà? “L’onestà è un pre-requisito, che in Italia è diventato un valore perché in Italia i politici dei tradizionali partiti l’hanno messo sotto i piedi. Penso che debba votare per me chi è come me, una persona normale, con i figli, la famiglia, un lavoro, la passione per le cose concrete”.

Proviamo allora a saggiare questa concretezza: sugli immigrati cosa dice? “Su immigrazione e sicurezza sono una talebana. Chi non ha diritto di stare in Italia deve essere rispedito nel paese d’origine. Per questo noi proponiamo l’assunzione di diecimila uomini delle forze dell’ordine perché siano accelerati i tempi di verifica. Inoltre diciamo di bloccare gli sbarchi con accordi di cooperazione internazionale fra gli Stati”. I riminesi vivono di turismo, cosa gli dirà: “Dirò che vogliamo un ministero del turismo perché la Romagna possa tornare agli splendori di un tempo, sapendo comunque che la fortuna del turismo riminese l’hanno fatto gli imprenditori, non certo i politici locali”. Perché i grillini difendono in molti campi le posizioni stataliste? “Credo sia giusto che ci sia un controllo pubblico di beni essenziali per la collettività come l’acqua. Dopodiché sono contrario ad una Fiera che vende anche le piadine, Penso anche che la pubblica amministrazione a volte sia inefficiente perché gestita con metodi clientelari e non meritocratici. Se la pubblica amministrazione torna efficiente, non c’è più bisogno di creare margini di profitto per gestire un’attività”. Anche la scuola deve essere pubblica cioè statale? “Certo, gli investimenti vanno fatti per elevare la qualità della scuola statale. Spesso si sceglie la scuola privata perché quella pubblica non funziona. Quindi la priorità è farla funzionare”.