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La Motta: Dipingo l’amore assoluto di Lighea

Mercoledì, 17 Gennaio 2018

(Rimini) Fu da un ponte del transatlantico Rex, salpato all'alba di una mattina dal porto di Genova e diretto a Coimbra, che il grande grecista, poi senatore del Regno d’Italia, Rosario La Ciura si buttò in mare per tornare ad amare la sua Ligea. Lo stesso Rex che negli anni Trenta passò in notturna lungo la costa riminese, lasciandosi ben ammirare dagli abitanti della riviera e fissandosi indelebilmente nel loro immaginario (come racconta bene il film Amarcord di Federico Fellini). Ma non è, la nave da sogno, l’unico legame tra il racconto ‘La sirena’ di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e la Romagna. Come si è dimostrato ieri sera allo Spazio Tondelli di Riccione, prima del tutto esaurito per la messinscena del testo, diretta e interpretata da Luca Zingaretti, musiche composte da Germano Mazzocchetti eseguite dal vivo da Fabio Ceccarelli. Nel foyer del teatro è infatti stato presentato ‘Lighea. Il mito e la sirena’, il libro dell’artista riminese Alessandro La Motta, un catalogo che attraverso trenta tavole originali, illustra l'amore travolgente e magico descritto nel capolavoro di Tomasi. All’incontro hanno partecipato la direttrice di Naxoslegge, Fulvia Toscano, la studiosa Mariada Pansera e la poetessa Ivonne Mussoni. “Per dare un volto e una fisicità alla sirena siciliana - ammette La Motta - mi sono ispirato alle antiche xilografie del bestiario del 1640 conservato a Venezia, con descrizioni raccolte per lo più da navigatori e pescatori dell’Adriatico”.
Sentendolo parlare, si capisce subito che è nata una passione tra l’artista riminese e il testo dello scrittore siciliano. “Sono tre le cose che mi hanno fatto appassionare al racconto”, spiega La Motta. “La prima è legata ai colori, ai profumi e ai sapori che il testo di Tommasi ci regala. E quindi come pittore è sicuramente questo stato un primo aspetto”.
Da tempo, inoltre, La Motta lavora sul mondo classico e infatti “il secondo aspetto - continua l’artista - è la fascinazione per alcuni aspetti del mondo greco antico, che in La Ciura, l'anziano grecista sono appunto la lingua e le connessioni tra la lingua e quel mondo antico. Non a caso vengono citate anche le sculture, attraverso le foto, come la Core. E ovviamente io a quello mi sono agganciato invece per la parte che lega questo testo alle mie immagini: immagini del mondo classico sul quale sto già lavorando anche in altri contesti”.
Il terzo aspetto “è più legato forse agli aspetti autobiografici di Tommasi perché, come abbiamo visto, la presentazione di ieri in qualche modo richiama questo amore giovanile che da più parti viene ricordato come ispiratore di questo racconto. Sostanzialmente, soprattutto, mi affascina quella promessa di amore assoluto che Lighea fa al giovane Sasa’”.



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