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Buda e i suoi insetti con l'anima alla Rimini Common Space

Sabato, 16 Dicembre 2017

(Rimini) Al Rimini common space, galleria giovane privata (ma aperta) di via Quintino Sella Rimini, questi sono i giorni di Lorenzo Buda, che esordice nella sua prima personale con i suoi grandi e colorati insetti a pennarello (su tela). Venerdì il vernissage (foto Marco Montanari), domani la chiusura. Giusto il tempo di un week end. Il titolo della mostra è ‘Insectsoulprojct’.
Lorenzo Buda è rimininese, anzi, è di Covignano. Per quello che la sua memoria gli consente di ricordare, si dice “da sempre affascinato al disegno”. Tant’è che sin da piccolo stupiva i familiari con piccoli ritratti, per lo più scene di quotidianità familiare. Vien da sé che al momento di scegliere gli studi ha deciso di frequentare il liceo artistico. Fino ai 30 anni ha dipinto per sè e per gli amici (o parenti). Non ha fatto mostre, non vende, semmai dona. E’ superati i 30 che le colline dolci di Covignano, gli alberi da frutto, gli olivi che fino ad allora sono stati un lavoro (Buda produce olio) ora sono anche l’humus che ispira l’artista. In particolare, gli insetti.

“Vorrei semplicemente trasmettere quello che provo mentre osservo la realtà: la natura e quanto ne sono affascinato”, spiega Buda. “La natura ha influito sulla mia crescita personale e mi ha insegnato a rispettare anche le più piccole ma indispensabili forme di vita”. Interessante è la tecnica, sui generis. Buda usa pennarelli su tela. “Non si dovrebbe fare, ma il risultato, nel caso degli insetti, mi ha soddisfatto. Non uso solo pennarelli, ma sono di certo lo strumento che mi ha sempre accompagnato, in tutte le fasi della mia crescita artistica”. Le tele esposte alla Rimini common space sono quindi frutto di una mano dalla lunga esperienza, ma anche di un'attenta e quasi scientifica osservazione dei soggetti. “Grazie alle lenti macro della macchina fotografica che, a un certo punto ho comprato, ho potuto guardare meglio - racconta Buda - e mi sono potuto rendere conto davvero dei colori, dei volumi e delle texture”. E il risultato si vede nei ‘ritratti’ che ne sono venuti fuori.

“A me colpisce molto il suo lavoro. Il risultato della sua ricerca è un quadro dal forte impatto emotivo, i colori, le ombre tutto tende a stupire o colpire lo spettatore”, spiega il direttore della Rimini common space, Edoardo Berardi. “Io ci vedo lo stesso stupore che Buda bambino aveva nel giardino di fronte a casa quando aveva la fortuna di trovare una cavalletta o una amantide religiosa. Questo fascino antico traspare dai suoi lavori ed è una cosa che pochi artisti oggi come oggi sanno coltivare”.
Sulla tecnica poi “si potrebbe parlare per dei giorni. Oltre al fatto che il mondo della street art usa pennarelli, come li usa Lorenzo, e questo è bello e contemporaneo ma c'è qualcosa di più. Visitando lo studio di Buda si passa vicino allo studio del padre. Lo studio del padre è il classico studio tecnico degli anni 60, tecnigrafi, fogli lucidi, squadre,chine in ogni dove. Ecco, a mio avviso la scintilla, l'humus su cui cresce e matura l'artista è questo. L'aria che ha respirato è quella di un disegno manuale e molto preciso, come lo era il lavoro tecnico del padre. Il connubio lavoro tecnico e natura è fatto e i risultati li abbiamo sotto gli occhi”.



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Rimini by @goffry_b, foto vincitrice del 18 maggio

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