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Domus, a dieci anni dall’apertura

Martedì, 21 Novembre 2017

(Rimini) Dieci anni sono trascorsi dall’apertura al pubblico della Domus del Chirurgo, inaugurata il 7 dicembre 2007. Sarà questo uno dei temi dominanti del Festival del Mondo Antico, 7, 8 e 9 dicembre a Rimini.

I ferri del mestiere. La cultura del prendersi a cuore è il titolo della manifestazione che, come nella tradizione del Festival, svilupperà l'argomento-guida declinandolo fra antico e presente, con uno sguardo proiettato sul panorama internazionale. Con qualche eccezione legata per lo più a un altro importante anniversario per Rimini, i seicento anni dalla nascita di Sigismondo Pandolfo Malatesta.
Tema centrale di questa edizione, ispirata alla Domus come bene culturale e alla figura del chirurgo che per ultimo l'abitò lasciando il suo ricco corredo di ferri, è la cultura del prendersi a cuore. Prendersi a cuore l'uomo e i beni comuni. Un'arte che verrà letta da tanti punti di vista, da quello medico a quello della tutela del patrimonio culturale, dalla cura del corpo a quella dello spirito, da quella della res publica a quella della società nelle sue frange più deboli ed esposte.

Temi anche urgenti e portati all'attenzione quotidiana come quelli della prevenzione e della conservazione dei beni culturali, delle emergenze umanitarie e del rispetto del dell'ambiente anche attraverso un'educazione alimentare. Gustavo Zagrebelsky apre il Festival con la lectio magistralis "La salute come diritto e dovere" che andrà al cuore della cura trattando del bene più prezioso per l'individuo come per la comunità.
Partecipano al Festival, fra gli altri, Roberto Balzani, Alessandro Barbero, Remo Bodei, Pietro Boitani, Giovanni Brizzi, Giovanni Camilleri, Luigi Capasso, Monica Centanni, Giorgio Cozzolino, Lorenzo Cremonesi, Stefano De Carolis, Massimo De Nardo, Pino Donghi, Emanuela Ercolani, Francesco Maria Galassi, Lino Guanciale, Fabio Isman, Ralph Jackson, Kristina Killgrove, Patrizia Magnani, Elisabetta Moro, Maria Giuseppina Muzzarelli, Marino Niola, Jacopo Ortalli, Carlo Petrini, Alessandro Vanoli.

La mattinata di giovedì 7 dicembre 2017 è riservata ai giovani con proposte diversificate per ogni ordine di scuola e con visite guidate a titolo gratuito alla Domus. Il programma prevede un appuntamento sulla mitologia con Massimo De Nardo per le scuole primarie, il progetto espositivo per le medie a cura di Alessandro La Motta.
Alle 11 la lezione dei classici, con gli alunni della scuola secondaria di secondo grado. Piero Boitani, conduce in un viaggio emozionante nel mondo antico. La serata (ore 21) vede Giovanni Brizzi, Giovanni Camilleri e Lorenzo Cremonesi dialogare con Pino Donghi sul tema che trae spunto dalla formazione sul campo militare del chirurgo di Ariminum, per affrontare temi sempre attuali e urgenti, quale il ruolo della medicina in situazioni di guerra.

Ad aprire la giornata di venerdì 8 dicembre saranno i classici attraverso la voce di Piero Boitani, filologo e critico letterario, docente di Letterature comparate alla Sapienza. Omero, Virgilio, Lucrezio, Tacito, Ovidio «non hanno finito mai di dire quel che hanno da dire», e sono, per Piero Boitani, davvero «infinitamente futuri».
Torna poi protagonista la Domus che, come un fil rouge, unisce le giornate del Festival. Venerdì alle ore 11 un nutrito gruppo di studiosi, coordinati da Jacopo Ortalli che diresse gli anni salienti dello scavo del sito, presenta l'atteso volume "Uno scavo straordinario. La Domus del Chirurgo di Rimini" di prossima uscita per le Edizioni Guaraldi.
Sabato 9 alle ore 15, alcuni degli esperti che hanno dato il loro contributo alla pubblicazione sono fra i relatori dell'incontro "Il chirurgo di Ariminum e la medicina antica", un focus sul corredo medico-farmacopeutico del chirurgo affidato a chi da sempre se ne è occupato, Ralph Jackson (già conservatore del British Museum) e Stefano De Carolis (Direttore della Scuola di Storia della medicina dell'Ordine dei Medici di Rimini) . Al loro fianco Luigi Capasso (antropologo e paleopatologo dell'Università di Chieti) tratta di aspetti paleopatologici, ma anche paleobiologici (inclusi la durata della vita, i dettagli sulla morte....) emersi nei suoi studi sui "fuggiaschi" di Ercolano.
A Stefano Pivato - che dieci anni fa, nel ruolo di Assessore alla Cultura del Comune di Rimini, diede impulso alla musealizzazione e all'apertura del sito - il compito di introdurre l'appuntamento ricordando "Com'è nata la Domus".
Mentre Sarah Yeomans, giovane studiosa dell'Università del South Carolina, porta nel Festival la testimonianza del rilievo internazionale che la scoperta ha assunto.

Il pomeriggio dell'8 dicembre l'incontro "Sciamanismi e arti performative. La seconda soglia" invita a scoprire gli aspetti salienti dello sciamanismo attraverso una mostra dell'artista Elisabetta Casella e le conferenze di Denise Lombardi e Sonia Migani (ore 14,30).(scheda allegata)
Protagonisti della mostra documentaria "Affreschi romani ad Ariminum. Per la riscoperta di un patrimonio" che viene presentata alle ore 15,30 sono le pitture parietali delle domus riminesi e i primi risultati di una ricerca ancora in corso ma che già evidenzia il ruolo di Rimini nella documentazione dell'Italia settentrionale. A cura di Francesca Fagioli, Riccardo Helg, Angelalea Malgieri, Monica Salvadori, l'esposizione nasce all'interno del progetto scientifico Tect dell'Università di Padova (dBC).
Alle 16.30 due giovani e già affermati ricercatori, Francesco Maria Galassi (Università di Zurigo) e Kristina Killgrove (University of West Florida) conversano sulla bioarchaeologia di Roma antica e sulle malattie dei grandi del mondo classico, citando casi medici celebri come casi meno famosi dedotti anche dalla letteratura e dalle fonti epigrafiche, combinando dati storici con dati bioarcheologici.
Alle 18.00 per la prima volta ospite del Festival del Mondo Antico, Alessandro Barbero, introdotto da Andrea Santangelo, prende spunto dal suo ultimo libro per offrire una nuova ricostruzione della battaglia di Caporetto. Un racconto appassionante di un fatto storico che ancora porta a riflettere sulle ferite inferte dalla guerra.
In serata (ore 21) il tema della salute torna attraverso la cultura alimentare e la capacità di prendersi cura dell'uomo e dell'ambiente nella valorizzazione dei prodotti della terra e della sostenibilità. Elisabetta Moro e Marino Niola affronteranno il tema della cultura alimentare con particolare riguardo a quella mediterranea come stile di vita singolare, serbatoio di tradizione, di convivialità e di salute. La serata prevede inoltre un intervento di Carlo Petrini nello spirito e nel pensiero di Slow Food che guarda alla "Terra madre" in una sorta di alleanza fra gli uomini e le varie specie, un patto che nel cibo ha il suo ritmo quotidiano e universale.

La mattina di sabato 9 dicembre ha in serbo incontri su temi che spaziano dalla chirurgia alle pratiche delle guaritrici medievali, all'eredità dei classici.
Alle ore 10 Patrizia Magnani, medico estetico e chirurgo plastico, porta la sua esperienza legata soprattutto a interventi volti a restituire una bellezza perduta a seguito di tragici eventi. Mentre Monica Centanni, già gradita ospite di altre edizioni del Festival, tiene una lectio ispirata alla sua ultima pubblicazione "I Fantasmi dell'antico. La tradizione classica nel Rinascimento".
Un'altra amica del Festival, Maria Giuseppina Muzzarelli, conduce nel mondo medievale con una visione al femminile della cura che guarda a chi, nel ruolo di moglie, di madre, di guaritrice o di assassina, si è dedicata a nutrire e guarire (ma anche ad avvelenare).
Il pomeriggio vede protagonista l'archeologia con gli incontri "Il chirurgo di Ariminum e la medicina antica" e, alle ore 17, La cura del patrimonio: l'attività di tutela, a cura di Anna Bondini, della Soprintendenza di Ravenna. "Prendersi a cuore" il patrimonio culturale è un dovere di tutti, come afferma il dettato della Costituzione all'art. 9. L'attività di tutela, svolta dallo Stato attraverso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, costituisce quindi una particolare forma di "cura" volta a garantire la conservazione dei beni per la fruizione collettiva e per le generazioni future. Attraverso l'esempio di un particolare monumento riminese, Porta Galliana, è possibile gettare uno sguardo retrospettivo sul modo in cui ci si è rapportati al patrimonio culturale cittadino e proporre qualche riflessione sul rapporto tra beni culturali, cittadini e amministratori pubblici.
Alle ore 18 il festival accoglie Remo Bodei. Un gradito ritorno del grande filosofo che parla della "Bellezza e cura del corpo nel mondo antico" affrontando il tema dal punto di vista dell'estetica e delle radici etimologiche nelle diverse lingue e culture.
Il congedo del Festival vede Alessandro Vanoli insieme all'attore Lino Guanciale rappresentare ne "Le parole e il mare" il racconto di un viaggio nel Mediterraneo, percorso attraverso le sue coste, la sua storia e le sue parole, segnato da migrazioni e incontri di cui vogliamo "prenderci cura".



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Rimini by @goffry_b, foto vincitrice del 18 maggio

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