Parco del mare, Renzi: Finirà nel nulla

Martedì, 14 Novembre 2017

(Rimini) “Da parco del mare” a “parco del cemento” e ora “parco del nulla”. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Gioenzo Renzi, interviene nuovamento sul progetto di riqulificazione del lungomare di Rimini. “I fatti sulla realizzazione del nuovo lungomare ci stanno dando ragione”, sottolinea Renzi riferendosi alle dichiarazioni del presidente della cooperativa dei bagnini del litorale sud, Mauro Vanni, secondo il quale molti operatori balneari stanno rinunciando a riqualificare gli stabilimenti nell’ambito del ‘Parco del mare’ a causa dell’incertezza sulla legge di riforma delle concessioni e per via dei canoni elevati che il Comune ha stabilito e che gli operatori giudicano onerosi.

“Sono da oltre due anni che denunciamo che il Parco del Mare si basa sulla vendita del Lungomare ai privati e non sull’interesse pubblico della città. Per questo, non ci sorprendono le dichiarazioni del Presidente della Cooperativa Bagnini di Rimini Sud che annuncia il ritiro degli operatori dagli investimenti, dopo la presentazione delle manifestazioni di interesse”, spiega Renzi.

“Le conseguenze sono che il Comune non incasserà la somma prevista (circa 16 milioni nel primo tratto “Rotonda del Grand Hotel –Piazzale Kennedy” ) derivante dalla vendita ai privati del suolo pubblico del Lungomare ( i diritti di superfice) da 50 a 99 anni. In verità, le ragioni per le quali molti operatori privati si ritirano sono gli alti costi, noti dal 2015 con la pubblicazione del Bando, per l’acquisto dei diritti di superficie che equivalgono di fatto ad una vendita del lungomare e non ad un semplice affitto del suolo pubblico che sarebbe naturalmente molto inferiore, ai quali poi devono aggiungere i costi di esecuzione dei loro progetti che sono per lo più bar, ristoranti, negozi”.

Per Renzi, “è preoccupante, poi, che l’Amministrazione Comunale dinnanzi al defilarsi nella “negoziazione” delle manifestazioni d’interesse classificate come “strategiche”, cioè pienamente conformi alle Lineee Guida del Parco del Mare, ora retroceda alle “manifestazioni” d’interesse considerate “adattabili”, cioè parzialmente aderenti alle Linee Guida, solo per “ fare cassa” . Tutto ciò sta ritardando notevolmente l’iter procedurale del Parco del Mare, che se non sarà ultimato entro il 2019, causerà anche la perdita del finanziamento europeo di 2.850.000 euro”.