Gnassi: turismo estero ok, ma la sfida dell'innovazione continua

Mercoledì, 08 Novembre 2017

"I dati turistici Istat dei primi 9 mesi del 2017, dall’1 gennaio al 30 settembre, - ci scrive il sindaco di Rimini Andrea Gnassi - confermano le positive impressioni degli operatori e degli addetti ai lavori che già nei mesi estivi esprimevano la loro soddisfazione per l’andamento di una stagione ‘da ricordare’. I numeri provinciali indicano una crescita del 4,9 per cento degli arrivi e del 3,2 per cento dei pernottamenti. Il Comune capoluogo fa registrare queste cifre al termine dei ¾ dell’annata turistica: + 5,9 per cento di arrivi e + 4,6 per cento di presenze. Rimini, tra gennaio e settembre, fa registrare un incremento delle presenze estere del’8,7 per cento (media provinciale + 5,7 per cento).
Ma a mio avviso una riflessione adeguata va fatta su un sottodato, cioè quello del ‘peso’ della componente straniera sul totale complessivo dei 9 mesi. Se per la provincia di Rimini le presenze estere valgono il 23,8% del totale, per Rimini questa percentuale sale sensibilmente al 30,45 per cento. Un dato straordinario se si pensa che i 2.098.113 pernottamenti esteri accumulati a Rimini da gennaio a settembre sono già superiori alle 2.071.596 presenze straniere registrate nell’intero arco dei 12 mesi del 2016. In buona sostanza, l’anno in corso ci ha fatto ‘guadagnare’ turisticamente un intero trimestre di ospiti provenienti da fuori Italia. Il dato è sostanzialmente omogeneo lungo tutti i 9 mesi.

MESE
PRESENZE ESTERE (% SUL TOTALE)
Gennaio 26,3
Febbraio 23,1
Marzo 27,9
Aprile 25,4
Maggio 39
Giugno 26,5
Luglio 34,1
Agosto 26,7
Settembre 39
TOTALE 30,5

Dando un’occhiata allo ‘storico’, per quanto di difficile se non arbitraria comparazione, l’ultima volta che i pernottamenti esteri superarono la soglia del 30 per cento fu il 1988, l’anno pre mucillagini, quando l’oscillazione si fermò al 34 per cento. Per scendere poi al 29 per cento del 1989 e precipitare al 21 per cento del 1990 da dove mediamente, con qualche alto e altrettanti bassi, non ci si è più mossi per diverse annate.
I numeri del 2017 registrano la crescita del segmento russo, tornato ai fasti di alcuni anni fa (443.772 presenze per un + 26,6 per cento), la progressione tedesca (407.464 pernottamenti per un + 6 per cento) e la crescita di alcuni mercati quali quello polacco (125.383 presenze per un + 18 per cento). Sono Paesi sui quali Regione, APT e Comuni, Rimini in primis, hanno attivato da tempo campagne promozionali che hanno evidentemente avuto impatto efficace e che dunque meritano di essere portate avanti con altrettanta determinazione, potenziandole e estendendole. Una riflessione va fatta sui motivi di questa crescita dell’estero: la buona stagione, i problemi assortiti di molta concorrenza internazionale certamente, ma un ruolo lo hanno avuto la promozione e il dinamismo delle città della riviera di Rimini, con i progetti di riqualificazione in corso che hanno e avranno una forte attrattiva sul pubblico internazionale. Penso ad esempio al lavoro che Rimini sta facendo sui contenitori culturali, uscendo dalla dominanza balneare e impostando già da tempo un lavoro che vede già ‘funzionare’ i contenitori culturali per mostre, eventi, relazioni mentre sono ormai in avanzatissima fase di riqualificazione.
Ma sbaglieremmo bersaglio se adesso ci accontentassimo. Perché deve essere chiara una cosa: resta tantissimo il lavoro da fare sia sul prodotto che sull’accessibilità allo stesso, gli elementi cioè che più sono cercati e ricercati dal potenziale viaggiatore straniero. La rete ferroviaria veloce, lo sviluppo dell’aeroporto, il miglioramento della rete interna della mobilità, la riqualificazione delle strutture ricettive restano i punti su cui lavorare, e lavorare in fretta come sistema e non demandando a un solo soggetto questo compito, se non vogliamo disperdere i risultati del 2017 nei rivoli della ‘fortunata contigenza’."