Erbetta: I Quartieri sono fuorilegge, è il consiglio che deve andare dai cittadini

Giovedì, 12 Ottobre 2017

(Rimini) “I consigli di quartiere intesi come una volta sono ormai passati come concetto”. E’ l’opinione espressa ieri dal capogruppo di Patto Civico, Mario Erbetta. Occasione è stata la commissione consiliare in cui le forze di maggioranza e quelle di minoranza hanno per lo più convenuto nell’affermare la necessità di un organo intermedio che permetta la partecipazione dei cittadini.

“La legge - spiega Erbetta - ha vietato le retribuzioni dei consiglieri se la popolazione del comune e' inferiore ai 250.000 abitanti, per cui l'eventuale partecipazione deve essere totalmente gratuita. Inoltre, un organo puramente consultivo senza alcun potere decisionale si riduce a una sovrastruttura improduttiva. Infine, i costi di un'elezione che ora deve avvenire tra i 30 e i 90 giorni dalle elezioni comunali e quelli della struttura di supporto rendono onerose queste strutture comunque anche perché le funzioni sociali ora sono esercitate dai vari Civivo”.

Erbetta non “nega comunque la necessità di ascolto da parte della politica delle istanze locali e per questo noi abbiamo proposto un progetto alternativo più moderno. In pratica l'istitualizzazione di un incontro a quartiere mensile tra una rappresentanza di consiglieri di maggioranza e minoranza e assessori con la cittadinanza. In pratica un mini consiglio comunale in itinere tra i quartiere con la differenza che non si votano delibere e i cittadini possono parlare dei loro problemi locali”.

Ecco il meccanismo. “Dato che siamo 32 consiglieri e i quartieri sono 6 agli incontri potrebbero andare 5/6 consiglieri che rappresentino in proporzione maggioranza e minoranza con l'ausilio di due/tre assessori e magari anche il Sindaco”.

I vantaggi. “Nessun costo aggiuntivo, la possibilità effettiva di decisioni anche condivise per la risoluzione dei problemi da portare in giunta o in consiglio, maggiore vicinanza dei consiglieri al loro territorio per una maggiore relazione tra elettore ed eletto. In pratica se i cittadini non vanno al Consiglio comunale è il consiglio comunale che va dai cittadini”.

Una proposta a norma di legge e che ha funzionato. “Questa proposta nasce dalla nostra esperienza dato che come Patto Civico da quando siamo nati incontriamo periodicamente nei quartieri la cittadinanza in riunioni pubbliche, solo che in questo caso le riunioni sarebbero allargate alla partecipazione di tutti i partiti del consiglio comunale. Questa è stata l'idea da noi formulata in commissione e che il tavolo Bipartisan di prossima attuazione potrà valutare. Tra parentesi - ci tiene a precisare infine Erbetta - è stata l'unica vera proposta concreta uscita da una discussione all'apparenza condivisa ma da cui non è uscito nulla di realisticamente fattibile”.