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Indino: "Gli eventi? Ci pensino direttamente i Comuni"

Martedì, 10 Ottobre 2017

Secondo il recente sondaggio della Confcommercio sull’andamento della stagione turistica 2017, i commercianti di Rimini ritengono che gli eventi siano stati utili ad aumentare l’affluenza di turisti nelle loro attività (72%), mentre gli imprenditori di Riccione, Cattolica e Misano Adriatico considerano gli eventi “inutili” (60%) e in alcuni casi anche “dannosi” per la propria attività.

Una diversità di valutazione che sorprende e che è difficile da comprendere. “Così – afferma Gianni Indino, presidente della Confcommercio – ci hanno detto i commercianti. Per i nostri soci riminesi la politica degli eventi è un volano che incrementa le presenze turistiche, per gli altri sembra addirittura il contrario. A Rimini il consenso è maggioritario, se ci sono dei distinguo sono solo su alcuni aspetti come la location: si chiede che non siano organizzati sempre nello stesso posto, ma distribuiti anche in altre zone del territorio comunale. Probabilmente a Riccione non si ritiene che gli eventi siano un efficace mezzo per attrarre turisti”.

Eppure stando alle dichiarazioni dell’amministrazione (e alle prese di posizione nella recente campagna elettorale), tutti sembrano convenire che la politica degli eventi è positiva, semmai bisogna qualificarla.

“Ma noi – replica Indino – abbiamo sondato gli umori dei commercianti, non quello dell’amministrazione o dei partiti. I commercianti di Riccione e della zona Sud sono scontenti degli eventi”.

Ci sarà una ragione, lei che idea si è fatto?

“Bisognerebbe tornare da loro e porre la domanda in maniera esplicita. La ma impressione è che Riccione si considera un po’ fighetta, snob, glamour, e quindi ritiene che certi eventi non siano nelle sue corde, anzi che producano disagio. Mi pare che anche la linea dell’attuale amministrazione sia per il ritorno a una certa immagine di Riccione”.

Ma c’è qualcosa che dovrebbe essere cambiato nella politica degli eventi seguita dalle amministrazioni comunali della Riviera?

“Sono a Ibiza per un convegno internazionale. Una destinazione dove sono i locali a promuovere eventi che attraggono turisti da tutta Europa che pagano per parteciparvi. Gli imprenditori svolgono qui il mestiere che anche noi facevamo un tempo: organizzare eventi, promuovere il divertimento. Adesso da noi gli eventi sono promossi dai Comuni…”.

E non vi dispiace che i Comuni vi abbiano rubato il mestiere?

“Assolutamente no, perché noi in questo momento non saremmo in grado di sostenere questo impegno. Troppe tasse, troppe burocrazia, le nostre energie sono totalmente assorbite. I Comuni vadano avanti, promuovano oltre agli eventi di divertimento anche quelli culturali, che costituiscono oggi una forte attrazione per molti turisti”.

E voi state con le mani in mano?

“In realtà c’è un nuovo fermento. C’è chi sta investendo in alberghi, negozi, locali nuovi. Se il nostro territorio sarà rilanciato, forse torneremo prima o poi anche a svolgere il mestiere di organizzatori di eventi”.


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