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Elezioni Riccione, la parola ai candidati: Carlo Conti

Martedì, 30 Maggio 2017

Verso il voto dell'11giugno a Riccione. Abbiamo rivolto sette domande ai candidati sindaco. Oggi risponde Carlo Conti, di Patto Civico.

 

In questa campagna elettorale si è discusso spesso di singoli problemi particolari, ma raramente c’è stato un confronto sulla vision di città che hanno in mente i candidati.
Non le sembra che in campo turistico Riccione stia campando con le ultime rendite di posizione delle glorie passate e che negli ultimi anni non abbia fatto molto per conquistare una nuova leadership? Non le pare che ciò che rimane del posizionamento di Riccione rischi di essere definitivamente eroso se non si propone una nuova immagine di città, se non si tenta un colpo d’ala? Quali sono le sue idee in proposito?
"La questione fondamentale è ritornare a innovare il turismo a 360 gradi. Giorno-Notte, Estate-Inverno, Mare-Entroterra.  La ricostruzione si deve basare sulla riconcettualizzazione del turismo su misura degli ospiti in chiave On Demand e sulla nascita di imprese turistiche e alberghiere. Dobbiamo cominciare a condividere con gli operatori le strategie e il posizionamento che ci vogliamo prefissare in modo da promuovere Riccione in modo organico e sistemico.
Tutto quello che accade in città, dagli eventi alla comunicazione, deve andare nella direzione che abbiamo concordato in modo da promuovere, comunicare e far percepire Riccione sul posizionamento che desideriamo.
Se la stagione turistica rimane (come ora) di 2/3 mesi - con la tendenza a ridursi di anno in anno - le imprese non potranno reggere, avranno sempre meno marginalità e quindi saranno impossibilitate a investire e innovare.
Riccione può e deve diventare il luogo della riprogettazione e dell’innovazione turistica, il luogo dove ciò che accade nel mondo succede prima. Un nuovo laboratorio delle tendenze ad ampio spettro: mare, spiaggia, benessere, cultura, divertimento, cucina, storia, sport, entroterra".
 
Tutti concordano sulla necessità di riavvicinare la cosa pubblica ai cittadini.  Che pensa  di fare per riconquistare la fiducia dei cittadini, per rendere l’amministrazione vicina ai loro bisogni, perché sia utile alla vita dei singoli, delle famiglie, delle imprese?
"L’amministrazione pubblica deve essere tutta pro-impresa e pro-famiglia. Occorre ribaltare il rapporto fra pubblico e privato. Oggi è solo il cittadino che deve dar conto al pubblico dei suoi comportamenti, con noi anche la pubblica amministrazione dovrà dare risposte motivate in tempi certi.  Istituiremo la figura dell'Assessore all'impresa.
Le imprese, i professionisti, i talenti che si esprimono nel lavoro pubblico e privato sono la risorsa principale di Riccione.
Riccione è diventata grande quando non ha frenato queste energie. Chi progetta e investe non è uno speculatore, ma un benefattore. Rende più ricca la città. E offre opportunità a tutti.
L'amministrazione comunale da almeno 15 anni frena tutto. Esercita il potere del non si può fare. Noi vogliamo passare dal non si può  fare al si può  fare. Chi vorrà investire avrà un Tutor che lo accompagnerà dentro i percorsi amministrativi con un tempo stabilito per dare ogni risposta".

 
 La spiaggia resta una preziosa risorsa per l’economia cittadina. Dopo gli interventi sui lungomari, non crede sia arrivato il momento di un rinnovamento radicale anche in questo aspetto dell’offerta turistica?
"La spiaggia è la risorsa principale che abbiamo, ma è utilizzata al di sotto delle sue possibilità . La spiaggia deve poter vivere sia d’estate che d’inverno, sia di giorno che di notte: il mare d’invero non deve essere solo una frase sentita ormai più volte, ma un modo di usufruire di una nostra ricchezza in più modi e periodi di quanto non si faccia ora.  
Riprendendo la sua connotazione originaria di luogo del benessere, della cura della persona e del suo tempo e incrementando la sua vivibilità con lo sport, gli eventi, le manifestazioni o con l'utilizzo di strutture originali.
Non basta fare un bel lungomare se non si dà agli imprenditori la possibilità di realizzare proposte capaci di vivere in ogni stagione, utilizzando materiali innovativi, ecocompatibili ed ecologici.
Un luogo in cui convivono riposo e divertimento, sport e cultura, arte ed enogastronomia, tradizione e innovazione".
 
Come pensa si possa e si debba sviluppare un rapporto fra ente pubblico e soggetti privati? I Comuni dispongono di sempre minori risorse e, anche se lo volessero, non possono rispondere a tutti i bisogni. Quale collaborazione immagina con la società civile, le associazioni, le imprese, le agenzie educative?
"Come ho detto sopra, le imprese e le famiglie devono tornare a essere centrali, punto nevralgico dello sviluppo della città.  Non è più possibile immaginare di costruire crescita e sviluppo con risorse pubbliche che sono sempre più ridotte. Occorre far sì che le risorse vere siano le imprese, le professioni, la creatività e i talenti che si esprimono nel pubblico e nel privato, come pure le famiglie, le associazioni, le agenzie educative. Sia nel campo economico che in quello del volontariato e in quello educativo il principio di riferimento deve essere quello della Sussidiarietà.
La pubblica amministrazione deve rimuovere tutti gli ostacoli burocratici, culturali e ideologici che impediscono la piena espressione del mondo dell’impresa, della cultura e della scuola.
Ribadisco che bisogna passare dal non si può fare al si può fare e l’amministrazione ha l’obbligo di dare alle imprese che progettano e alle famiglie che esprimono bisogni, risposte certe e motivate, in tempi definiti".
 
Riccione vanta da anni eventi e istituzioni culturali di prestigio (premio Tondelli, Dig Awards, ecc,). Che ruolo può avere il Comune nella promozione della cultura a Riccione? Che peso e ruolo assegna alla cultura: solo veicolo promozionale o crescita umana della città? Con quali risorse? Con quali collaborazioni?
"Anche su questi temi il comune non può esser l’unico protagonista dell’offerta culturale. Bisogna immaginare Riccione come una città-teatro dove i luoghi pubblici e privati – spiaggia, locali, impianti sportivi, palazzo dei congressi, palazzo del turismo – diventino palcoscenici per l’arte, la cultura, la musica. Il Palazzo  dei Congressi deve diventare il Palazzo degli Eventi. Riccione, inoltre, deve tornare a essere il terreno di nascita delle tendenze, luogo di espressione della musica di ogni tipo: classica, moderna, tecnologica…".
 
Parliamo del Trc. Nel corso del prossimo mandato amministrativo diventerà operativo, visto anche l’ultimo finanziamento arrivato dal governo. Pensa che realisticamente ci sia la possibilità di migliorare l’impatto estetico sulla città? E in che modo? Cosa pensa di fare la sua amministrazione per verificare e controllare l’economicità della gestione? Cosa pensa di fare per evitare un possibile grosso disavanzo a carico del bilancio comunale e quindi dei cittadini?
"Il TRC ha un padre che l'ha voluto e ancora non si rende conto del danno fatto (il PD) e una madre (il sindaco Tosi) che rifiutando ogni dialogo ha fatto di tutto per renderlo più brutto a eterna memoria dell'errore commesso. In tutto questo ci ha rimesso Riccione.  Il sindaco Tosi ha promesso di fermarlo e non l’ha fatto. Sabrina Vescovi era assessore della Giunta che l’ha approvato. Da loro, non verrà mai alcun cambiamento.
La nostra proposta è costruita sulla ragionevolezza e sulla consapevolezza che quell'opera è lì, presente in tutta la sua bruttezza. Occorre abbattere fortemente l’impatto ambientale ed estetico e, per quanto possibile, integrarlo nel tessuto urbano. Utilizzando tecnologie moderne si deve cogliere un'opportunità anche da una situazione così devastante, attraverso prodotti che rendano quello che è oggi un orrendo muro, una parte sostenibile della città.
Occorre inoltre ripensare tutta la viabilità che senza interventi strutturali sarebbe compromessa per sempre".
 
Le povertà vecchie e nuove non sono certo estranee a Riccione. Non la spaventa l’impotenza di non riuscire a rispondere a tutti i bisogni che inevitabilmente verranno a bussare alla sua porta? E invece, realisticamente, cosa può fare oggi il Comune (quali mezzi, quali risorse) per  garantire risposte ai crescenti bisogni e assicurare un decente livello di welfare?
"Il protrarsi della crisi economica e le disaggregazioni sociali e familiari impongono anche per la nostra collettività una particolare attenzione per le fasce socialmente più deboli. Abbiamo oggi più che mai la necessità di creare una rete tra la pubblica amministrazione e le associazioni di volontariato e sociale che operano nel nostro territorio, consentendo e dando così la possibilità a loro di essere finanziate e valorizzate al meglio e all'amministrazione di integrare i suoi servizi con quelli resi dall'associazionismo.
Un altro ambito di azione è quello dell’edilizia convenzionata e sociale da inserire nei programmi di sviluppo urbanistico per favorire sia il rientro a Riccione delle giovani coppie costrette a emigrare fuori Comune (per i costi delle abitazioni in città), sia per garantire un alloggio a indigenti, anziani, ragazze madri e padri separati.
Estremamente importante è il supporto per la costituzione di un emporio solidale, ovvero un negozio di generi alimentari nel quale i prodotti vengono barattati da parte delle persone che ne hanno bisogno, con la disponibilità a svolgere lavori o attività socialmente utili.
Riccione è priva di una casa di accoglienza per far fronte a situazioni emergenziali dei riccionesi in difficoltà temporanea o strutturale. Il supporto alle associazioni di volontariato che intendono garantire questo servizio va garantito e facilitato.
Il rapporto con i centri di buon vicinato e con le associazioni culturali e sociali, in questi ultimi anni interrotto o addirittura boicottato dalla Tosi, va ripristinato e sorretto mediante il supporto a questi presidi di legalità, di solidarietà e di tutela sociale.
Riformeremo le fasce Isee anche per le tariffe delle scuole materne comunali per una maggior equità in modo da determinare tariffe proporzionate al proprio reddito. Tale correttivo (il cosiddetto “quoziente familiare”) considererà maggiormente i carichi familiari (figli e/o anziani a carico)".

Le liste a sostegno di Carlo Conti

Lista Patto Civico

Lista Riccione Viva


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