Scrivi qui la tua mail
e premi Invio per ricevere gratuitamente ogni mattina la nostra rassegna stampa

Concessioni balneari, ora il rischio sono le elezioni

Lunedì, 13 Febbraio 2017

Si invoca la corsa contro il tempo, ma certo il quadro politico non induce a facili ottimismi. Se si dovesse votare a settembre, il Parlamento ha giusto due tre mesi per approvare il disegno di legge delega sulle concessioni demaniali balneari. Dopo un decennio di infruttuose discussioni politiche, di illusorie vie di fuga (proroghe ad oltranza), ora che il primo passo decisivo è stato compiuto, c’è il rischio che la sempre mutevole situazione politica italiana ancora una volta porti ad una battuta d’arresto.

Oggi pomeriggio il ministro Enrico Costa era a Rimini nella prima tappa di un tour sulle varie spiagge italiane per illustrare il disegno di legge che porta la sua firma. Il salone dell’Hotel Savoia era stracolmo di bagnini (oltre 200) accorsi per ascoltare le ultime novità e sapere per quanti anni potranno ancora dormire sonni tranquilli, nonostante la direttiva Bolkestein incomba su di loro. Prima di immergersi nella fossa dei leoni, conferenza stampa con il promotore dell’incontro, il deputato Sergio Pizzolante, il suo collega Tiziano Arlotti, l’assessore regionale al turismo Andrea Corsimi ed il sindaco di Rimini Andrea Gnassi.

Se dunque c’è grande soddisfazione per il risultato raggiunto (ai critici che dicono che ancora non c’è nulla di concreto, è stato risposto che invece è stato compiuto un importante passo avanti), c’è anche consapevolezza che il fattore tempo è altrettanto essenziale. Arlotti ha riferito di aver telefonato al Quirinale per sapere a che punto è l’iter del provvedimento: gli è stato assicurato che è alla firma del Presidente della Repubblica. Solo dopo la firma, potrà iniziare l’iter parlamentare. Una volta approvata la legge, il governo ha sei mesi di tempo per emanare i relativi decreti di attuazione. Solo allora si vedrà come i criteri indicati dalla legge saranno tradotti in pratica. Il ministro Costa ha garantito che, come ha varato la legge delega dopo aver ampiamente ascoltato gli operatori, lo stesso avverrà per la stesura dei decreti. Ma l’iter neppure a quel punto sarebbe terminato: le Regioni a loro volta dovranno fare leggi attuative per i loro territori, anche perché – come ha sottolineato Corsini – la definizione di alcuni particolari è di competenza regionale.

I principi di fondo, quelli che maggiormente interessano gli operatori, sono i seguenti: nelle gare per le concessioni si dovrà tener conto della professionalità acquisita (e di questa, ha precisato Costa, fa parte anche la durata dell’esperienza maturata sul campo), riconoscimento e tutela degli investimenti e del valore commerciale dell’azienda (chi esce potrà avere un indennizzo da chi subentra), valorizzazione delle diverse peculiarità territoriali, indicazione della durata minima e massima di una concessione, revisione dei canoni per le eliminare le storiche sperequazioni con i cosiddetti canoni pertinenziali.

La frase magica del disegno di legge delega è la seguente: prevedere, anche in relazione alle innovazioni introdotte dalla seguente legge, un adeguato periodo transitorio. E quanto sarà lungo?, è stato chiesto al ministro Costa. Nessuna risposta, solo la precisazione che la durata che sarà indicata sarà argomentata, cioè si dirà: per fare tutti gli atti applicativi della legge occorre questo tempo. Lo scopriremo con i decreti.

Intanto Pizzolante si è preoccupato di smentire l’ex assessore al demanio del Comune di Rimini, Roberto Biagini, che a proposito di una recente sentenza del Tar della Lombardia ha sostenuto che il Tribunale amministrativo avrebbe preventivamente bocciato il periodo transitorio. Niente di tutto questo, – ha replicato Pizzolante – il Tar non si è espresso su una legge che ancora non è approvata,si è mosso nell’ambito della situazione creatasi con la sentenza della Corte di Giustizia del luglio scorso.

Secondo il ministro Costa il suo disegno di legge è un punto di equilibro fra gli opposti estremismi di chi invoca ancora improbabili proroghe (alcuni sindacati balneari si sono assestati su questa posizione) e chi vorrebbe subito applicare la scure della Bolkestein. Sia il ministro che altri che sono intervenuti (come l’assessore Corsini) si sono pertanto augurati che non riprendano fiato posizioni demagogiche che, magari in vista di un tornaconto elettorale, alimentino speranze illusorie. Il riferimento esplicito è all’assessore al demanio della regione Liguria che ha annunciato una legge che prevederà una proroga di trent’anni per tutte le concessioni.

C’è stata una risposta (da parte di Pizzolante, “per fatto personale”) anche per Forza Italia che alla vigilia dell’arrivo del ministro in Riviera ha sostenuto che il governo dovrebbe trattare con l’Unione europea perché non è affatto scontato che anche le concessioni balneari rientrino nei servizi disciplinati dalla Bolkestein. “Quando c’ero io in quel partito, queste sciocchezze non le dicevamo. Sono posizioni che non appartengono alla storia del Pdl e di Forza Italia”.



Le vostre foto

Rimini by @lisaram, foto vincitrice del 7 dicembre

#bgRimini

Le nostre città con gli occhi di chi le vive. Voi scattate e taggate, noi pubblichiamo. Tutto alla maniera di Instagram