Elezioni Riccione, turismo: i 5 candidati non fanno sognare

Giovedì, 18 Maggio 2017

Al termine, il presidente degli albergatori Rodolfo Albicocco avverte i candidati che l’incontro è stato registrato. Come dire: se poi fate il contrario di quello che avete detto, sapremo come incastrarvi.

Giusta precauzione, ma si può scommettere che quelle registrazioni resteranno dimenticate negli archivi. Nessuno dei cinque candidati a sindaco ha promesso la luna, o si è avventurato in proposte di difficile realizzazione. Tutti hanno seguito binari concreti, qualcuno con maggiore competenza e puntualità, qualcun altro cercando di stare sul pezzo come meglio riusciva.

Anche l’incontro al Palazzo del Turismo è stata una passerella che nulla ha concesso al reale confronto, anche se rispetto allo Yellow Factory almeno ogni candidato poteva sviluppare un discorso per dieci minuti. Al contrario della serata di domenica, il pubblico era invece molto scarso, c’erano pochi albergatori, non c’era il gran codazzo di fan e candidati.

E dire che gli aspiranti sindaco si erano presentati all’appuntamento con il vestito della festa. Tacchi a spillo per le signore, tailleur coloro tortora per Morena Ripa, in pantaloni e giacchetta Renata Tosi e Sabrina Vescovi, abito scuro e cravatta per Andrea Delbianco, abbigliamento casual sportivo per Carlo Conti.

Si diceva che nessuno ha promesso la luna, il che ha avuto come conseguenza che nessuno ha fatto sognare. Tutti pragmatici, tutti tesi all’elenco delle cose da fare.

Renata Tosi (centrodestra) ha continuato ad interpretare la parte di chi deve portare a termine un lavoro bruscamente interrotto. Lo si è visto nel finale, al momento di indicare le prime tre cose che avrebbe fatto una volta rieletta sindaco. Subito il palinsesto per gli eventi 2018, a partire dal prossimo Natale; la ripresa dei contatti con la società del Qatar interessata alle terme di Riccione; un viaggio a Genova per concludere l’accordo con Costa Crociere per uno scalo nella Perla Verde. Per il resto, l’ex sindaco ha ricalcato le linee del suo programma sul turismo, già espresse più volte. Basta parlare di destagionalizzazione, perché una Riccione aperta e viva tutto l’anno è già cominciata e bisogna solo completate l’opera. Bisogna spingere sul congressuale, incrementare il turismo sportivo con altre specialità, dare spazio al turismo enogastronomico e battere i territori finora sconosciuti del turismo culturale. Si deve continuare con la politica degli eventi, accorpare in un unico assessorato sport, turismo e cultura, in modo che ci sia una regia unica. Altri punti sono la riqualificazione del turismo balneare, l’impegno per la qualità delle acque, per la sicurezza, per la manutenzione e il decoro della città “perché per una città turistica questi sono temi strategici”.

Anche Carlo Conti (Patto Civico) non aggiunge nulla di nuovo a quanto già annunciato in precedenti occasioni. Spiega che lavorare per il turismo significa abbellire la città, favorire gli interventi di riqualificazione dei privati, impostare una buona promozione. Con gli operatori vanno condivisi obiettivi e posizionamento della città. Bisogna trasformare la città, a partire dal restyling di viale Ceccarini, collegare al porto i due lungomare, realizzare il parco dello sport. Turismo tutto l’anno, anche la spiaggia deve vivere in inverno; promuovere Riccione insieme al territorio circostante per avere più forza. Lascia per ultimo l’argomento forte del divertimento notturno, ma i rigorosi tempi dell’Associazione albergatori non gli consentono di sviluppare il discorso.

Morena Ripa (Fare) è la prima che per parlar si alza in piedi “perché così scarico la tensione”. Comincia citando lo statuto del Comune per spiegare quali sono le competenze del sindaco. Ritorna sulla curiosa proposta dei due assessorati al turismo, spiegando che il secondo serve per fronteggiarle emergenze estive. Ritorna più volte sui contratti d’azienda nel settore del turismo, senza però riuscire a spiegare dove stia il problema e soprattutto cosa deve fare il Comune. Per il resto nulla o quasi degno di nota.

Sabrina Vescovi (centrosinistra), che pure si alza in piedi, capisce che non può fornire un’altra versione di ciò che in modi diversi hanno già detto chi l’ha preceduta. Si sofferma pertanto sul come fare le cose, auspicando che siano chiari i ruoli di ciascuno, pubblico e privato, in modo che si raggiunga “armonia ed equilibrio”. Propone che venga realizzato a Riccione un Laboratorio di idee sul turismo, coinvolgendo anche l’università; afferma di voler dar vita al tavolo di lavoro Riccione Eventi con una direzione artistica, “perché gli eventi devono essere originali e contribuire alla brand reputation di Riccione”. Le prime tre cose da fare, oltre agli eventi, una giusta destinazione dell’imposta di soggiorno, da destinare alla qualità urbana e informando i turisti sull’impiego dei loro soldi; la realizzazione di un portale web per meglio comunicare la città.

Andrea Delbianco (Movimento 5 Stelle) si avventura a parlare di business maturi, insiste sui contenuti nuovi che deve proporre Riccione, senza precisare quali siano; batte il tasto sulla comunicazione, sui social e sull’esigenza di un nuovo portale web. Quello che ha in mente di fare richiede grossi investimenti e per questi c’è l’introito della tassa di soggiorno. Approda infine ad una proposta concreta: l’incarico ad un architetto di prestigio perché rediga il Masterplan della città.

Soddisfatti gli albergatori? Chissà. Inutile cercare lumi nell’applausometro. Le battute di mani erano rigorosamente pentapartisan.