Aeroporto di Rimini, la sfida di Airiminum al territorio

Lunedì, 15 Maggio 2017

È una sorta di sfida al territorio quella che oggi Airiminum, la società privata di gestione dell’aeroporto, ha lanciato al territorio nel corso del “First Adriatic Travel Forum – Rimini aeroporto e la governance del traffico turistico da Germania, Russia e Cina nella costa adriatica centrale”. Dover per territorio si intende non appena la provincia di Rimini ma l’intera Romagna e il bacino di utenza degli aeroporti di Ancona e Perugia.

Vediamo di capire il contenuto di questa sfida, seguendo il filo del ragionamento fatto dalla presidente Laura Fincato e dall’amministratore delegato Leonardo Corbucci nella conferenza stampa di presentazione.

Airiminum ha superato la fase di start up in modo brillante, avviandosi a raggiungere nel 2017 i 300 mila passeggeri e passando da 27 a 31 euro di guadagno per passeggero. Per la società l’economicità di gestione è il punto principale, imprescindibile. Non si facciano confronti a quando in aeroporto transitavano un milione di passeggeri: risultati ottenuti solo grazie a massicce iniezioni di soldi dei contribuenti. Non si pretenda che Airiminum possa collegare Rimini con il mondo in appena due anni, quando non è stato fatto nei decenni passati. La società ha però dimostrato di saper gestire l’aeroporto e di farlo con i conti in attivo. Si devono fare i confronti con il momento in cui loro sono arrivati: aeroporto chiuso e passeggeri zero.

Adesso comincia quella che Corbucci ha definito la fase uno. Per questa sono stati identificati tre mercati strategici da aggredire: la Germania, la Russia e la Cina. La strategia prevede tre passaggi. Va profilato un prodotto turistico che sia interessante per il target di quei paesi. Il sottointeso è che se Condor taglia il volo su Rimini perché non vende i biglietti, ciò significa che è il territorio che deve ritrovare un appeal per quel paese. Se c’è il prodotto da vendere, Airiminum si candida a fare i collegamenti con gli aerei, nella consapevolezza che il mercato tedesco che può spendere, per esempio, si conquista con i voli e non i treni (frecciata all’iniziativa di Apt). Infine, se c’è il prodotto, se ci sono gli aerei, va compiuta una efficace promozione per convincere i turisti ad arrivare.

Ed il territorio che deve fare? La presidente Fincato precisa che l’appello di Airiminum è rivolto innanzitutto agli operatori privati, a chi vive e lavora nel turismo. Certamente non è esclusa la collaborazione delle istituzioni pubbliche, anzi. Siete interessati ad un progetto di questo genere? Cari signori, dovete rendere esplicite le vostre volontà. Il concetto è questo: se l’aeroporto deve diventare il motore dello sviluppo turistico di questa area vasta dell’Adriatico centrale, si sappia che Airiminum non è disposta a sostenere questo compito con le sole sue forze. Se il territorio dovesse rispondere negativamente, la società continuerà a fare il proprio mestiere, ma non seguirà grandi progetti, farà funzionare l’aeroporto badando ai conti in ordine e ai guadagni degli azionisti.

Questo è il ragionamento complessivo, infarcito, per quanto riguarda l’amministratore Corbucci, di non poche punte polemiche verso chi non è ancora del tutto convinto dei risultati finora visti a Miramare. Ribadisce che il piano industriale è qualcosa che deve rimanere riservato, che i risultati si comunicano quando sono già in tasca (fra un mese l’accordo con San Pietroburgo e il locale ministero del turismo), che certamente arriveranno prima o poi anche le compagnie low cost.

Al Forum di oggi hanno partecipato Dorina Bianchi, Sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con delega al Turismo, Umberto Del Basso De Caro, Sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Alessio Quaranta, Direttore Generale dell’ENAC; Andrea Canapa, Responsabile della sede di Roma della Fondazione Italia-Cina; la Professoressa Alessia Mariotti, Docente di Geografia Politico-Economica e Direttrice del Centro di Studi Avanzati sul Turismo dell’Università di Bologna, Thorsten Astheimer, di Fraport AG - società di gestione dell’Aeroporto di Francoforte e advisor per il Master Plan trentennale dell’Aeroporto “Fellini” (definito da Corbucci il più grande gestore aeroportuale del mondo).

Si vedrà nelle prossime settimane quale sarà la risposta del territorio.